A metà Luglio i ragazzi della redazione di www.bikezone.co.il hanno avuto la possibilità di intervistare Chris Cocalise fargli qualche domanda riguardo le novità di Pivot Cycles per il 2011.
Sul loro sito è comparso, dopo la sintesi dell’incontro con Chris in ebraico, un bell articolo dell’intervista con molte sfiziose informazioni riguardanti la nuova Mach 5.7!
Qui potrete trovare l’intervista completa tradotta in italiano.
Q: Quando e come ti è venuta l’idea di realizzare al Mach 5.7?
Chris: Sia noi, che i nostri clienti, siamo molto soddisfatti della Mach 5 e del movimento che si è creato attorno a questo progetto, ma anche di fronte a questo successo, siamo sempre al lavoro per sviluppare il nostro sport e migliorarlo. Abbiamo iniziato a lavorare sulla 5.7 circa tre anni fa, non molto tempo dopo che l’attuale Mach 5 era stata presentata al pubblico.
Questo vale per tutte le nostre bici: siamo sempre a lavoro sul prossimo progetto o sul miglioramento di un progetto già esistente.
A volte questo si traduce in un piccolo aggiornamento di anno in anno, a volte si tratta di un desing completamente nuovo.
Q: E com’è stata decisa l’escursione della 5.7 (pollici)
Chris: Volevamo lavorare su un range di 5.5 e 6 pollici al massimo perchè una corsa più lunga di 6″ si sarebbe avvicinata troppo all’escursione del Firebird. Abbiamo scelto i 5.7 pollici perchè sentivamo di aver trovato l’escursione ideale per questo tipo di bici ed inoltre è la corsa giusta per abbinarci forcelle da 140-150mm.
C’è da dire poi che con il DW-Link (ma soprattutto grazie al disegno della sospensione) l’effetto dell’escursione ha modificato la posizione del pivot posteriore e di conseguenza la struttura complessiva della bike. L’aumento di corsa ci ha permesso di rendere la bici più compatta, migliorando la rigidità del carro posteriore aumentandone la leggerezza, garantendo inoltre un baricentro più basso rispetto alla Mach 5.
Nella foto qui sopra la Mach 5 modello 2010 in azione.
Q: Se tu avessi una bici perfetta, faresti delle migliorie solo per motivi di marketing?
Chris: questo è in qualche modo irrilevante, dal momento che credo che nessuna bici ( le nostre o di altri) siano perfette. Infatti abbiamo visto dai nostri test e dallo sviluppo sui nostri telai che ci possono essere alcuni aspetti dei nostri progetti che sono quasi perfetti per il momento in cui sono stati sviluppati, ma le cose sono sempre in evoluzione. Tecnologia, performance e aspettative sono sempre in movimento, si evolvono.
Ci sono sempre dettagli da migliorare. Quando avremo finito un nuovo design, avrò sicuramente già cominciato a lavorare su nuove idee per la prossima generazione.
Inoltre, non progettiamo mai parti di biciclette solo per questioni di marketing. Tutto deve avere un evidente miglioramento per il pilota. Detto questo: noi siamo qui per cercare di progettare la miglio bike per i nostri clienti, se noi saremo in grado di mettere a disposizione del pilota quello che lui ci chiede, allora avremo successo.
Q: il costante e visibile miglioramento delle bike dei grandi marchi rappresenta un problema per Pivot Cycles?
Chris: le grandi marche di bici hanno in effetti ottenuto un netto miglioramento in questi anni. Questo risulta essere un problema per quelle aziende dai prezzi molto bassi che non hanno alcun vantaggio reale e non hanno le risorse di ingegneria necessarie a tenere il passo dei brand più grandi. Il problema è ancora più serio per le aziende di medie dimensioni che sono costrette a competere direttamente sul prezzo di ogni categoria, ma non hanno lo stesso budget delle grandi marche per il marketing, il potere d’acquisto, o le risorse di sviluppo del prodotto.
Per Pivot Cycles questo però non è un problema. Abbiamo un reparto di ingegneria davvero forte e il prodotto è basato su una società gestita da veri appassionati di questo sport. Questo non è solo il nostro lavoro, il nostro business, è la nostra vita e la nostra passione. Mi piace pensare che saremo sempre più veloci a rispondere alle esigenze del mercato e che la nostra dimensione, la nostra relazione con i nostri clienti sono il nostro vero punto di forza.
Credo che ci sarà sempre il cliente che saprà apprezzare questa differenza di qualità, cura del dettaglio, artigianato ed ingegneria che Pivot Cycles offre rispetto a quella offerta dalle grandi marche.
Q: cosa faresti se non si potessero migliorare le bici?
Chris: Prima di tutto non credo sia o sarà possibile. C’è molto fermento in corso e siamo a lavoro con idee sempre nuove. Ipoteticamente, se ci fosse una biciclette che avrei preferito per girare rispetto alle mie, beh allora sarebbe un problema. Ciò significherebbe che ho perso la passione e gli obiettivi che mi motivano tutti i giorni.
Alcuni anni fa, oltre a produrre telai di biciclette, sono stato un fabbricante di successo nel mondo dei componenti. Tra le altre cose avevamo fatto una guarnitura davvero bella che credevo fosse una delle migliori a quel tempo (era chiamata Cyborg ed era venduta con il marchio di AC componenti).
Quando però Shimano fece uscire la sua nuova guarnitura XTR, mi resi conto che non sarei stato in grado di realizzare una guarnitura notevolmente migliore della loro e quindi ho deciso di ritirarmi da quel tipo di attività.
Non era il mio business principale e dunque non abbiamo voluto dedicarci tutta l’attenzione richiesta. I telai sono tutta un’altra storia.
Sebbene io possa avere di tanto in tanto una grande idea per qualche componente, le biciclette e soprattutto lo sviluppo di telai con sospensioni di alto livello è il mio business principale ed è stata la mia passione negli ultimi ventanni e sperò lo sarà anche per i prossimi venti.
Q: I telai Pivot Cycles sembrano essere tecnologicamente molto avanzati. Si potrebbe obiettare in tal senso che è anche troppa. Come fai a decidere riguardo alla necessità e alla validità di una certa nuova tecnologia da utilizzare?
Chris: in realtà, io tendo ad astenermi dall’uso di una qualsiasi tecnologia che non porta un reale beneficio. Nella maggior parte dei casi, il vantaggio è immediato, ma a volte è meno evidente. Tale ad esempio è il caso dell’Headtube conica dellanuova Mach 4.
Le attuali forcelle con poca escursione, le interconnessioni delle serie sterzo coniche e le stesse serie sterzo pagano un maggior peso rispetto allo standard corrente di 1 1/8th, ma sappiamo che non sarà così ancora per molto, molti produttori infatti faranno uscire forcelle con un canotto di diametro maggiore per creare forcelle più rigide e leggere.
Ecco dove il telaio della vecchia Mach 5 è stato alleggerito.
Q: Come mai hai scelto di impostare lo sviluppo del telaio utilizzando il Press Fit BB Shimano come movimento centrale? Perchè non utilizzare lo standard BB30 già esistente?
Chris: Per vari motivi in realtà. Lo standard BB30 è un progetto vecchio di 10 anni e non risponde alle reali esigenze delle mountain bike. I biker infatti non chiedono di avere la guarnitura più stretta e non ci sono stati particolari problemi con la durata dei cuscinetti interni rispetto agli esterni di Shimano, FSA e Race Face. Relativamente alla durata non credo che i cuscinetti del BB30 e la mancanza di tenuta del sistema BB30 con i cuscinetti posizionati così all’interno rispetto al disegno Shimano, sia così utile per la mountain bike. Infatti tale progetto è stato pensato per le bici da strada ed è li che ne trae i migliori vantaggi.
Il principale motivo che ci ha spinto a sviluppare il sistema a 92 mm, è che ti da molto più spazio per lavorare sul telaio. Possiamo così avere un tubo obliquo e tubo sella più largo a livello del movimento centrale e nello stesso tempo possiamo avere migliori spazi per l’infulcro principale del carro. Tutto questo ci consente di avere un incremento sonstanziale della rigidità del telaio e della durata di tutti gli infulcri.
Questo design attualmente si incontra con gli standar esistenti. Un movimento centrale tradizionale da 68 mm Shimano con calotte e spaziatori installati, misura 92 mm all’esterno dei cuscinetti. Semplicemente sviluppando il sitema che inserisce i cuscinetti all’interno della scatola dle movimento centrale noi possiamo allargare il movimento centrale e aumentare il suo diametro. Dal punto di vista della durata questo è un miglioramento, perchè i cuscinetti e l’asse della guarnitura sono sostenuti dal telaio stesso il più all’esterno possibile. Non c’è nessun bisogno di modifiche sulle guarniture Shimano, FSA e Race Face, SRAM, Truvativ ect etc. Quasi qualunque guarnitura presente sul mercato è compatibile con questo sistema.
Qui sopra il deragliatore flotante sulla Mach 5.7
Q: Guardando i dettagli del tuo telaio qualcuno potrebbe concludere che tu credi nell’approccio che “il risparmio non è un obiettivo”?
Chris: Non del tutto. Il prezzo è importante. Tuttavia il rapporto qualità/prezzo è quello che ci contraddistingue e che riteniamo sia uno dei fattori chiave del successo di Pivot Cycles. Siamo un produttore di bici che compete contro tutti gli altri produttori ed il nostro obiettivo è quello di fornire più valore per al denaro speso dal cliente. Noi progettiamo e produciamo biciclette che vengono vendute con una ragionevole differenza di prezzo rispetto a prodotti similari forniti da grandi marche, ma questa differenza di prezzo è giustificata dal maggior valore intrinseco del prodotto.
In molti casi a parità di pesi e di componenti montati sui nostri telai, riusciamo ad essere più competitivi. Non cito esempi specifici, ma guardando i top di gamma di alcuni dei più importanti marchi, noi siamo sicuramente più competitivi sul prezzo finale.
Quando progettiamo le bici noi non cerchiamo scorciatoie. Non c’è alcun vantaggio, secondo noi, nell’utilizzare componenti più a buon mercato, dove sappiamo che componenti migliori consentiranno alla bike di durare di più, anche se il biker non se ne rende conto nell’immediato. In questo caso, se il valore e il beneficio nelle prestazioni è lampante, seguiremo sempre la strada dell’utilizzo di cuscinetti, bussole e componenti migliori. Dai un’occhiata ad un telaio Pivot vecchio di 3 anni in confronto ad un telaio full suspended di qualunque grande marchio e la differenza salta subito agli occhi. Il nostro telaio sembra nuovo e gli altri sembrano pronti per essere sostituiti. Anche se noi sembriamo più costosi noi abbiamo quindi un vantaggio tangibile sugli altri marchi e questo vantaggio vale la differenza sul costo d’acquisto. Non produrrò mai una bici da vendere ad un prezzo eccessivo e in cui ogni differenza di prezzo non sia chiaramente giustificata.
Qui sopra potete ammirare la bielletta inferiore della Mach 4 realizzata in alluminio e carbonio montata su 8 cuscinetti.
Q: Perchè?
Chris: non mi immagino Pivot come un marchio che vende prodotti costosi a poche persone che possono permettersele. Voglio creare le migliori bici possibili e venderle al maggior numero di persone possibile. Avendo cominciato tre anni fa, siamo tuttora una piccola azienda, ma siamo già più grandi di marchi d’alta gamma già consolidati e ci aspettiamo una considerevole crescita nel 2011 grazie ai nostri prodotti, ai nostri servizi e al valore aggiunto che forniamo ai nostri attuali e futuri clienti.
